lunedì 23 dicembre 2013

Il paziente non è un pacco da spedire, ma una persona da informare

Consenso informato: se il medico non informa, risarcisce: Tribunale di Campobasso, 25.09.2013

Malasanità: le novità della legge Balduzzi

Ascolta la breve intervista!

Malasanità: causalità, onere della prova, diligenza

 Malasanità: dall'onere della prova al nesso di causa, dalla diligenza ai suoi vizi capitali: l'Avv. Nicola Todeschini, nel suo contributo pubblicato sulla rivista Persona e Danno, illustra un'importante pronuncia della Corte di Cassazione, la num. 20294 del 12.09.2013.

Malasanità e Balduzzi, Cassazione: niente di nuovo, ma per i medici è polemica

Malasanità: iportante pronuncia della Corte di Cassazione penale in tema di rilevanza della Legge Balduzzi. L'Avv. Nicola Todeschini nel suo nuovo contributo pubblicato sulla rivista Persona e Danno illustra le ragioni della Cassazione che esclude la nuova scriminante possa operare quando la condotta contestata sia connotata da negligenza.

Malasanità: la ricetta, maliziosa, dell'Ania

 Nel saggio pubblicato sulla rivista Persona e Danno l'Avv. Nicola Todeschini commenta la recente presa di posizione dell'Ania in materia di malasanità: la definisce maliziosa perchè non affronta mai la responsabilità delle compagnie di assicurazione nella gestione dei casi assicurativi e sventola la bandiera, buona per tutte le stagioni, della medicina difensiva a baluardo, in realtà, di interessi economici rilevanti. Solo un'analisi seria, e compiuta, delle molteplici responsabilità può offrire un contributo alla saluzione. Il governo, anche questa volta, sarà preso in giro dalle compagnie di assicurazione?

Medicina difensiva, verità o menzogna?

La medicina difensiva è uno slogan mediaticamente efficace o un vero problema? l'Avv. Nicola Todeschini nel suo nuovo contributo pubblicato sulla rivista Persona e Danno critica decisamente il ricorso pedissequo allo slogan della medicina difensiva ed indica alcuni nodi del rapporto medico paziente che solitamente non vengono analizzati.

martedì 1 novembre 2011

Esiste una cultura dell'errore medico?

A questa domanda risponde l'intervista al giurista Nicola Todeschini.
Clicca QUI per ascoltarla

Contatto sociale e consenso informato

Convegno di Studio a Bergamo, con la partecipazione dell'Avv. Nicola Todeschini

Accanimento terapeutico, tra reato, torto ed inadempimento, di Nicola Todeschini


Abstract:
Bistrattato e calpestato non solo nella pratica, ma pure in alcune pronunce che ancora non ne comprendono del tutto il ruolo, il diritto del paziente di autodeterminarsi consapevolmente alla cura vive stravaganti momenti di protagonismo. La stravaganza consiste nella sua fulgida vivacità, della quale nessuno pare dubitare allorché si vuole fondare, giustamente, sulla autonomia decisionale del paziente il principio di autodeterminazione in tema di scelte di fine vita, alla quale si contrappone la sua insignificante autorità che deriva, per contro, da quelle pronunce di merito e legittimità che ne disegnano la forza -costituzionale- sottraendogli però ogni potere -pratico- nel sinallagma. Alludo a quelle pronunce che affermano il rilievo costituzionale del consenso assegnandogli però ruoli di comparsa: accade quando, per esempio, al dovere d'informare si crediti ruolo solo precontrattuale, o quando, ritenendo di operare sforzi apprezzabili, si sposta il fuoco delle rilevanza all'interno dell'obbligazione assegnandovi però ruolo -solo- accessorio ad essa e negando autonomia anche risarcitoria alla sua violazione.

Violazione del consenso e risarcimento

Clicca QUI per leggere il contributo dell'Avv. Nicola Todeschini in tema di violazione del diritto del paziente ad autodeterminarsi consapevolmente alla cura e risarcimento del danno.

"I NUOVI DANNI" - Urbino, 4 novembre

"I nuovi danni", convegno a Urbino, accreditato dall'Ordine degli Avvocati.
Tra i relatori, l'Avv. Nicola Todeschini, che riferirà in tema di responsabilità medica.
Clicca qui per il programma
"I NUOVI DANNI" - Urbino, 4 novembre
dalle 15.00 alle 19.00

Moderatore – Lorenzo Balestra (Avv. in Pesaro)

Paolo Cendon (Prof. Ordinario di istituzioni di diritto privato presso l’Università di Trieste) – Nuove aggressioni, nuove tutele

Antonello Negro (Avv. in Genova) - Il danno biologico

Rita Rossi (Avv. in Bologna) – I danni in famiglia

Angelo Marra Davide (Avv. in Reggio di Calabria) – I soggetti deboli

Nicola Todeschini (Avv. in Conegliano) – Malpractice medica

Maria Rita Mottola (Avv. in Casale Monferrato) – Gli abusi sessuali

Stefano Rossi (Avv. in Bergamo) - I danni da inadempimento

Deborah Bianchi (Avv. in Pistoia) - Internet

venerdì 29 febbraio 2008

I medici rispondono solo per colpa grave? Un'affermazione errata che va confutata

La risposta del Centro di Studio ad alcune affermazioni, verosimilmente non riportate in modo esatto, che spaventano inutilmente i Malati facendo creder loro che i medici rispondano solo per colpa grave...un'inesattezza, piuttosto marchiana, alla quale l'Avv. Nicola Todeschini ha replicato.
In un articolo apparso sul Secolo XIX Web, vengono infatti riprodotte affermazioni (che riteniamo verosimile siano state mal interpretate) secondo le quali "«È importante capire, e non sempre la gente lo sa, che la responsabilità del medico è prevista solo in caso di colpa grave".
A questa affermazione giuridicamente non corretta, il giurista del Centro di Studio ha così replicato, scrivendo al giornale:

Spett.le Redazione,ho letto con attenzione il pezzo sotto riprodotto, che ci è stato segnalato e che contiene affermazioni che, se riportare fedelmente, meritano di essere confutate.Dubitiamo, infatti, che un avvocato abbia mai potuto sostenere che «È importante capire, e non sempre la gente lo sa, che la responsabilità del medico è prevista solo in caso di colpa grave.>>. L'affermazione, infatti, non è corretta, anzi va smentita recisamente. La limitazione di responsabilità civile ai casi di colpa grave, contenuta nell'art. 2236 cod. civ., si riferisce solo alla colpa per imperizia -e non a quella per negligenza ed imprudenza, decisamente più frequenti- e alle sole ipotesi nelle quali il medico si sia trovato a combattere casi di speciale difficoltà, evenienza, questa, che la giurisprudenza ha ritenuto sussistente solo in casi limitatissimi, tanto da far affermare autorevolmente che ormai la norma non rappresenta più da almeno un decennio un'ancora di salvezza per i sanitari.Nella maggior parte dei casi, quindi, il medico e la struttura sanitaria rispondono anche per colpa lieve, spettando peraltro proprio a questi ultimi, eventualmente accusati di aver commesso un errore, la dimostrazione di aver invece assolto diligentemente la propria prestazione, risultando viceversa soccombenti.Data la delicatezza dell'argomento, e lo sconforto che i pazienti colpiti da malprassi non meritano, mi permetto di suggerire che la presente replica venga pubblicata affinchè informazioni non corrette e fonte di disinformazione possano essere sostituite da quelle scientificamente esatte.Conto sulla serietà del giornale e chiarisco, se vi può essere utile, che tale parere è reso dal sottoscritto non solo in qualità di giurista del Centro di Studio per la Difesa del Malato ma anche di membro dell'Ufficio Legale del Gruppo di Ricerca in Scienze Medico Legali dell'Università di Siena www.scienzemedicolegali.it In attesa di riscontro, poichè tale precisazione verrà pubblicata anche nel portale www.difesamalato.it unitamente al pezzo recante le inesatte affermazioni e, ci auguriamo, del successivo che rechi la richiesta precisazione, porgo i migliori saluti.
Avv. Nicola Todeschini

La Replica è stata in parte riprodotta sul web.
Ulteriori approfondimenti possono essere visualizzati QUI.

mercoledì 30 gennaio 2008

Malasanità: un modo di dire?

Molte spesso si discorre di "Malasanità", intendendo fare riferimento a tutto ciò che non funziona nella sanità pubblica e privata. Molte proteste provengono da chi è stato "ferito", raramente gli sfoghi sono preventivi e consentono di porre rimedio agli errori. Ecco perchè un blog sulla Malasanità può essere d'aiuto: agli operatori che, leggendo le opinioni e segnalazioni possono trarne motivo d'sipirazione; ai malati o comunque a tutti i cittadini che, preso atto di quanto letto, consigliato, segnalato, possono evitare di mettersi nei guai o comunque pretendere che i diritti siano rispettati senza attendere che ne scatirsca un danno.
Qual'è la vostra opinione?