A questa domanda risponde l'intervista al giurista Nicola Todeschini.
Clicca QUI per ascoltarla
Finalmente un blog sulla Malasanità, creato in collaborazione con il Centro di Studio per la Difesa del Malato che vuole essere luogo di confronto costruttivo.
martedì 1 novembre 2011
Accanimento terapeutico, tra reato, torto ed inadempimento, di Nicola Todeschini
Abstract:
Bistrattato e calpestato non solo nella pratica, ma pure in alcune pronunce che ancora non ne comprendono del tutto il ruolo, il diritto del paziente di autodeterminarsi consapevolmente alla cura vive stravaganti momenti di protagonismo. La stravaganza consiste nella sua fulgida vivacità, della quale nessuno pare dubitare allorché si vuole fondare, giustamente, sulla autonomia decisionale del paziente il principio di autodeterminazione in tema di scelte di fine vita, alla quale si contrappone la sua insignificante autorità che deriva, per contro, da quelle pronunce di merito e legittimità che ne disegnano la forza -costituzionale- sottraendogli però ogni potere -pratico- nel sinallagma. Alludo a quelle pronunce che affermano il rilievo costituzionale del consenso assegnandogli però ruoli di comparsa: accade quando, per esempio, al dovere d'informare si crediti ruolo solo precontrattuale, o quando, ritenendo di operare sforzi apprezzabili, si sposta il fuoco delle rilevanza all'interno dell'obbligazione assegnandovi però ruolo -solo- accessorio ad essa e negando autonomia anche risarcitoria alla sua violazione.
Violazione del consenso e risarcimento
Clicca QUI per leggere il contributo dell'Avv. Nicola Todeschini in tema di violazione del diritto del paziente ad autodeterminarsi consapevolmente alla cura e risarcimento del danno.
"I NUOVI DANNI" - Urbino, 4 novembre
"I nuovi danni", convegno a Urbino, accreditato dall'Ordine degli Avvocati.
Tra i relatori, l'Avv. Nicola Todeschini, che riferirà in tema di responsabilità medica.
Clicca qui per il programma
"I NUOVI DANNI" - Urbino, 4 novembre
dalle 15.00 alle 19.00
Moderatore – Lorenzo Balestra (Avv. in Pesaro)
Paolo Cendon (Prof. Ordinario di istituzioni di diritto privato presso l’Università di Trieste) – Nuove aggressioni, nuove tutele
Antonello Negro (Avv. in Genova) - Il danno biologico
Rita Rossi (Avv. in Bologna) – I danni in famiglia
Angelo Marra Davide (Avv. in Reggio di Calabria) – I soggetti deboli
Nicola Todeschini (Avv. in Conegliano) – Malpractice medica
Maria Rita Mottola (Avv. in Casale Monferrato) – Gli abusi sessuali
Stefano Rossi (Avv. in Bergamo) - I danni da inadempimento
Deborah Bianchi (Avv. in Pistoia) - Internet
Tra i relatori, l'Avv. Nicola Todeschini, che riferirà in tema di responsabilità medica.
Clicca qui per il programma
"I NUOVI DANNI" - Urbino, 4 novembre
dalle 15.00 alle 19.00
Moderatore – Lorenzo Balestra (Avv. in Pesaro)
Paolo Cendon (Prof. Ordinario di istituzioni di diritto privato presso l’Università di Trieste) – Nuove aggressioni, nuove tutele
Antonello Negro (Avv. in Genova) - Il danno biologico
Rita Rossi (Avv. in Bologna) – I danni in famiglia
Angelo Marra Davide (Avv. in Reggio di Calabria) – I soggetti deboli
Nicola Todeschini (Avv. in Conegliano) – Malpractice medica
Maria Rita Mottola (Avv. in Casale Monferrato) – Gli abusi sessuali
Stefano Rossi (Avv. in Bergamo) - I danni da inadempimento
Deborah Bianchi (Avv. in Pistoia) - Internet
venerdì 29 febbraio 2008
I medici rispondono solo per colpa grave? Un'affermazione errata che va confutata
La risposta del Centro di Studio ad alcune affermazioni, verosimilmente non riportate in modo esatto, che spaventano inutilmente i Malati facendo creder loro che i medici rispondano solo per colpa grave...un'inesattezza, piuttosto marchiana, alla quale l'Avv. Nicola Todeschini ha replicato.
In un articolo apparso sul Secolo XIX Web, vengono infatti riprodotte affermazioni (che riteniamo verosimile siano state mal interpretate) secondo le quali "«È importante capire, e non sempre la gente lo sa, che la responsabilità del medico è prevista solo in caso di colpa grave".
A questa affermazione giuridicamente non corretta, il giurista del Centro di Studio ha così replicato, scrivendo al giornale:
In un articolo apparso sul Secolo XIX Web, vengono infatti riprodotte affermazioni (che riteniamo verosimile siano state mal interpretate) secondo le quali "«È importante capire, e non sempre la gente lo sa, che la responsabilità del medico è prevista solo in caso di colpa grave".
A questa affermazione giuridicamente non corretta, il giurista del Centro di Studio ha così replicato, scrivendo al giornale:
Spett.le Redazione,ho letto con attenzione il pezzo sotto riprodotto, che ci è stato segnalato e che contiene affermazioni che, se riportare fedelmente, meritano di essere confutate.Dubitiamo, infatti, che un avvocato abbia mai potuto sostenere che «È importante capire, e non sempre la gente lo sa, che la responsabilità del medico è prevista solo in caso di colpa grave.>>. L'affermazione, infatti, non è corretta, anzi va smentita recisamente. La limitazione di responsabilità civile ai casi di colpa grave, contenuta nell'art. 2236 cod. civ., si riferisce solo alla colpa per imperizia -e non a quella per negligenza ed imprudenza, decisamente più frequenti- e alle sole ipotesi nelle quali il medico si sia trovato a combattere casi di speciale difficoltà, evenienza, questa, che la giurisprudenza ha ritenuto sussistente solo in casi limitatissimi, tanto da far affermare autorevolmente che ormai la norma non rappresenta più da almeno un decennio un'ancora di salvezza per i sanitari.Nella maggior parte dei casi, quindi, il medico e la struttura sanitaria rispondono anche per colpa lieve, spettando peraltro proprio a questi ultimi, eventualmente accusati di aver commesso un errore, la dimostrazione di aver invece assolto diligentemente la propria prestazione, risultando viceversa soccombenti.Data la delicatezza dell'argomento, e lo sconforto che i pazienti colpiti da malprassi non meritano, mi permetto di suggerire che la presente replica venga pubblicata affinchè informazioni non corrette e fonte di disinformazione possano essere sostituite da quelle scientificamente esatte.Conto sulla serietà del giornale e chiarisco, se vi può essere utile, che tale parere è reso dal sottoscritto non solo in qualità di giurista del Centro di Studio per la Difesa del Malato ma anche di membro dell'Ufficio Legale del Gruppo di Ricerca in Scienze Medico Legali dell'Università di Siena www.scienzemedicolegali.it In attesa di riscontro, poichè tale precisazione verrà pubblicata anche nel portale www.difesamalato.it unitamente al pezzo recante le inesatte affermazioni e, ci auguriamo, del successivo che rechi la richiesta precisazione, porgo i migliori saluti.
Avv. Nicola Todeschini
La Replica è stata in parte riprodotta sul web.
Ulteriori approfondimenti possono essere visualizzati QUI.
mercoledì 30 gennaio 2008
Malasanità: un modo di dire?
Molte spesso si discorre di "Malasanità", intendendo fare riferimento a tutto ciò che non funziona nella sanità pubblica e privata. Molte proteste provengono da chi è stato "ferito", raramente gli sfoghi sono preventivi e consentono di porre rimedio agli errori. Ecco perchè un blog sulla Malasanità può essere d'aiuto: agli operatori che, leggendo le opinioni e segnalazioni possono trarne motivo d'sipirazione; ai malati o comunque a tutti i cittadini che, preso atto di quanto letto, consigliato, segnalato, possono evitare di mettersi nei guai o comunque pretendere che i diritti siano rispettati senza attendere che ne scatirsca un danno.
Qual'è la vostra opinione?
Qual'è la vostra opinione?
lunedì 13 agosto 2007
Psicofarmaci e suicidio: esiste un legame ?
Diverse segnalazioni giunte su www.difesamalato.it riguardano la presunta connessione tra suicidio ed assunzione di psicofarmaci. Alcuni casi oggetto di studio riguardano proprio la verifica della correttezza di prescrizioni che, secondo l'accusa, avrebbero agevolato comportamenti suicidiari. Il punto è se l'assunzione di taluni farmaci, sulla scorta di prescrizioni imprudenti, possa essere la causa di morti evitabili e se, quindi, sia da stigmatizzare la responsabilità dello specialista che ne ha suggerito l'assunzione con quelle modalità. Attendiamo quindi le vostre esperienze, opinioni, segnalazioni per approfondire il tema.
Documentazione medica
Molto spesso i malati si rivolgono al Centro di Studio per la Difesa del Malato lamentando difficoltà ad entrare in possesso della documentazione medica ritualmente richiesta. Spesso, quindi, un diritto sacrosanto pare trasformarsi in una facoltà, per esercitare la quale si è costretti a percorsi spesso tortuosi come se la richiesta si riferisse ad un bisogno superfluo. Frequentissimi sono anche gli errori contenuti nella documentazione medica, così come la difficoltà di interpretare il contenuto della cartella spesso rende difficile fruire delle informazioni che vi sono annotate. Siete invitati ad esprimere la vostra opinione per approfondire insieme il tema.
Rapporto medico paziente
In quest'area possiamo discutere del "rapporto" medico paziente. Secondo molti esperti sarebbe proprio il fallimento del rapporto "personale" a convincere il malato a reagire tutelando i propri diritti. E' vero che le incomprensioni che nascono spesso più a livello personale che professionale contribuiscono a far fallire il rapporto di fiducia ? Ne sono fermamente convinto, ed attendo la vostra opinione sia di malati che di medici per analizzare a fondo il tema.
Consenso informato
Una chimera? In questo post siete invitati ad inserire tutti i vostri commenti relativi al tema del consenso informato, dell'informazione, raccontando la vostra vicenda, avanzando le vostre proposte per migliorarne -se ritenuto- la gestione.
Morire ad undici anni senza un perchè
Rovigo: morire a undici anni senza un perchè: http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-140.phtml
I malati hanno diritto anche di sapere che la loro malattia non è curabile? Secondo voi, il loro diritto all'informazione è comunque sacrosanto o vale solo quando la malattia è curabile? In un altro senso: sbaglia il medico che non informa anche quando il difetto d'informazione non può essere funzionale alla cura?
I malati hanno diritto anche di sapere che la loro malattia non è curabile? Secondo voi, il loro diritto all'informazione è comunque sacrosanto o vale solo quando la malattia è curabile? In un altro senso: sbaglia il medico che non informa anche quando il difetto d'informazione non può essere funzionale alla cura?
La protesta dei medici di famiglia: siete daccordo?
Qui
http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-124.phtml
http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-67.phtml
troverete i dettagli della protesta, cosa ne pensate?
Fanno bene i medici di famiglia a ribellarsi ad alcune anomalie del sistema?
http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-124.phtml
http://www.difesamalato.it/module-News-display-sid-67.phtml
troverete i dettagli della protesta, cosa ne pensate?
Fanno bene i medici di famiglia a ribellarsi ad alcune anomalie del sistema?
Benvenuti
Finalmente un blog sulla malasanità, che raccoglie, in collaborazione con il Centro di Studio per la Difesa del Malato http://www.difesamalato.it/ tutte le segnalazioni di casi di malasanità affinchè la coscienza del Malato circa la consistenza dei suoi diritti possa fondare le basi di un nuovo rapporto tra medico e paziente. Siete tutti invitati, nel rispetto delle regole e della dignità altrui, ad inviare i vostri post.
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